GIUSEPPE TAIBI; una felice difficoltà quella di recensire la sua poetica quando tradotta in immagine, soprattutto senza tempo e senza luogo.Una tensione nei suoi dipinti che esprime oltre la Metafisica, l’ineffabile senso della vita mediante elaborazioni tecnico stilistiche personali di impossibile comparazione con i pittori coevi. Elaborazioni geniali, controverse, talora bizzarre testé il vorticoso gioco di colori sempre gradevole. Dal manifesto radicamento di adozione territoriale di “INSURREZIONE MESSINESE” col Nettuno in primo piano che offre profondità in un inverso palcoscenico con messinesi al seguito.  Al puro classicismo del plastico “FERMO IMMAGINE”, ove primeggia, omaggio al Maestro del Rinascimento, la coraggiosa figura virile, sugli spettatori, strettamente connessi a geometriche forme traslucide; al monumentale e neoclassico “IL CAMBIAMENTO”, ove il leone nel puro simbolismo di una auspicata messinesità (Messina che egli ama come la natìa Agrigento) appare in evidente chiave stilistica preromantica ispirata dalla lezione artistica monumentale del XVIII secolo di Jacques Louis David. Una miscellanea artistica viene offerta da TAIBI: la rappresentazione grafica e pedagogica della storia di un fanciullo che diventato uomo non intende dimenticare il proprio vissuto, tanto meno il proprio territorio siciliano agrigentino e messinese nella più elevata accezione poetico-figurativa. L’angoscia de “FRAMMENTI D’ORDINARIA SOPRAFFAZIONE”, passando per l’accorata gotica verticalità a struttura piramidale de “IL GRANDE REGISTA”, viene controbilanciata dalla più greve leggerezza de “IL CROLLO”, mai spogliandosi dal complesso architettonico che fa palpitare il fruitore innanzi ai suoi capolavori. Per finire, “IL CARRO DEL VINCITORE”, dove in un panorama sconfinato di edifici razionali primeggia una biga romana in veste cromatica siciliana, unitamente a figure virili al passo di un cavallo rampante, quasi imbizzarrito che si mostra ai deliranti spettatori, anch’essi per nulla intimoriti dall’offrire le spalle, all’osservatore della tela. La lezione di TAIBI può considerarsi un riassunto di vita ed al tempo stesso un’intuizione futura, ove la maggiore virtù dei suoi capolavori è quella di non “invecchiare”. Tratto fermo, pittore deciso, le sue opere raccontano l’immortalità dell’Arte, possederle significa detenere un “fermo immagine”, senza tempo, dell’arte figurativa.

Dott. CLAUDIO CALABRO’ – Operatore dei Beni Culturali – Perito ed esperto d’arte

ATTRAVERSO L’ARTE ESPLORO LA CONDIZIONE INDIVIDUALE, SOCIALE E SPIRITUALE DELL’ESSERE UMANO. ATTRAVERSO I MIEI SCENARI AFFRONTO E DISAMINO LE TEMATICHE DELLA CONTEMPORANEITA’, IMMAGINANDO ANCHE DI INCURIOSIRE L’OSSERVATORE E STIMOLARNE LA RIFLESSIONE.

SE MI CHIEDETE CHI È L’ARTISTA CONTEMPORANEO INTERNAZIONALE PIÙ INTERESSANTE, DICO INTERESSANTE E NON BRAVO, PERCHÉ IN ARTE LA BRAVURA NON È DETERMINANTE. RISPONDEREI “BANKSY”, È IL PIÙ CONFIGURATO CON L’UMANITÀ.

I MIEI SCENARI SONO IL RISULTATO DI UN ATTENTO STUDIO DEL TEMA AFFRONTATO, I VARI ELEMENTI DEVONO ESSERE OGNUNO AL GIUSTO POSTO, LA PANORAMICA FINALE RICONDUCE PIAN PIANO, AI DIBATTITI CONTEMPORANEI.

“NON SOFFOCARE LA TUA ISPIRAZIONE E LA TUA IMMAGINAZIONE, NON DIVENTARE LO SCHIAVO DEL TUO MODELLO.”
Vincent Van Gogh

FIN DA RAGAZZO AVEVO COMPRESO LA DIFFERENZA TRA  L’ARTE E IL “SISTEMA ARTE”(MAGNATI, GRANDI GALLERIE, RICCHI COLLEZIONISTI, MUSEI PUBBLICI E PRIVATI, CASE D’ASTA, SUPERTELEVENDITORI ETC..) OVVERO LA SUA COMMERCIALIZZAZIONE.

COMUNICATI-STAMPA 20 OTTOBRE 2016

TAIBI artista del nostro tempo
Soddisfazione per la positiva critica e per i tanti appassionati che seguono con affetto e interesse le vicende dell’artista agrigentino. Dice di sé – Mi sento più un “Creativo” che pittore, cerco continuamente di andare oltre il muro della consuetudine e della rappresentazione. Credo che il “mestiere” del pittore sia un’altra cosa, occorre avere padronanza assoluta della gestione cromatica, ed io non credo di avere tale peculiarità, causa anche particolari problemi legati a disturbi sul riconoscimento di alcune sfumature cromatiche (distromatopsia).

Infatti, fra le correnti pittoriche, l’Iperrealismo, è quella più distante dalla mia visione artistica, poiché non mi appassiona il solo “rappresentare”, anche se invidio la straordinaria capacità  “fotografica” di questi pittori. Naturalmente la mia non è una critica negativa, tra l’altro non tutti gli iperrealisti rappresentano in maniera fredda e pixelliana, ma generalmente lasciano poco spazio all’immaginazione.

Affronto in ogni lavoro, un’idea, un tema diverso, o magari analizzo un concetto importante che ritengo debba essere ripreso e condiviso. Mi dedico principalmente alla “Creazione di scenari “ i cui protagonisti sono spesso elementi di opere di artisti del Affronto in ogni lavoro, un’idea, un tema diverso, o magari analizzo un concetto importante che ritengo debba essere ripreso e condiviso. Mi dedico principalmente alla “Creazione di scenari “ i cui protagonisti sono spesso elementi di opere di artisti del passato che in qualche modo intercettano le complesse vicende contemporanee.

IL MAESTRO LUCIO FONTANA È ANDATO OLTRE TAGLIANDO LA TELA, NOI ANDIAMO OLTRE FONTANA, RICUCENDOLA.

OGNI ARTISTA HA L’OBBLIGO MORALE DI CONFIGURARSI CON LA PROPRIA GENERAZIONE.

Se escludiamo il “già visto” (Iperrealismo – Astrattismo e varie performances d’istallazione), ormai pare che l’arte contemporanea riguardi solamente nuovi “LINGUAGGI”. Diciamo che nei vari salotti espositivi che contano (Dalla Biennale di Venezia al Moma di New York) è difficile intercettare (come è successo proprio nell’ultima Biennale) prodotti come la vecchia tela.

Sono comunque convinto, che la forma, l’armonia, l’estetica, la bellezza(da non confondere con la leziosità ed il manierismo), insieme al contenuto, siano ancora importanti, se non si vogliono perdere completamente i punti di riferimento in questo mondo così variegato,

divenuto credo irreversibilmente, un vero e proprio “SISTEMA“ come prima sottolineato. Sono andato sempre oltre la rappresentazione fine a se stessa, e comunque ho sempre avuto rispetto per coloro che fanno altro.

Ma riflettiamo anche su…..l’orinatoio di Duchamp“, le compressioni di César, i tagli di Fontana, i sacchi di Burri, gli impacchettamenti di Christo, i segni di Matthieu, la merda di Manzoni, le fotocopie colorate di Warhol, le bruciature di Aubertin,

le cancellature di Isgrò, le detessiture di Emblema, le estroflessioni di Bonalumi, le tele computerizzate di Schifano, le persiane di Festa, le accumulazioni di Arman, le piegature di Berlingeri, le mucche squartate di Hirst, le modelle anoressiche della Beecroft, etc…Ricerca? Sperimentazione? furbacchioni? Ci sono certamente anche gli artisti intellettualmente onesti.

L’ARTISTA CONTEMPORANEO INTERAGISCE CON LA SOCIETA’, E NE CONDIVIDE I DRAMMI E LE CONQUISTE.


La senatrice Ghedini annuncia un'interrogazione parlamentare sul caso degli ex Servirail

di Eleonora Corace

Domenica, 1. Luglio 2012 – 15:28

Alle spalle della senatrice un quadro. È stato regalato il giorno prima dal pittore TAIBI agli ex Servirail. Gli uomini senza volto in frac, che affollano la tela, sembrano gli ipotetici interlocutori degli ex lavoratori in polo, con la faccia schietta, gli occhi attenti e le sopracciglia aggrottate. Al centro del quadro un bambino che rappresenta la speranza. All’ombra del campanile  quanto mai grata in giorni roventi come questi – però, è sempre più difficile mantenerla in vita.